martedì 16 novembre 2010

Very fashionable Christmas tree

John Galliano firma l’albero di Natale del Claridge’s, l’albergo londinese Art Deco dove hanno debuttato generazioni di aristocratiche e bright young things e oggi “casa lontano da casa” di divi e socialites. Un albero fantastico, ispirato al mondo sottomarino, coperto di rametti di corallo rosa, foglie d’argento, stelle e cavallucci marini, meduse e pesci. Nella lobby dell'hotel dal 25/11 al 5/1.

La guida per i veri posti dei veri giapponesi


Lontani i tempi in cui il Giappone era un illustre sconosciuto, sono sempre più quelli che, per svago o lavoro, visitano la capitale del Sol Levante. Per chi ci va la prima volta, ma anche per chi ci torna spesso, non possiamo non consigliare una nuova guida/rivista. Edita dal magazine di tendenza Pen, “Pen+ The real Tokyo guide 2011” è un giornale bilingue studiato da veri insider, dove sono tralasciate le cose più scontate, e messe in luce grandi e piccole realtà da non lasciarsi sfuggire. Per esempio il percorso più adatto al jogging (intorno al Palazzo Imperiale) ma anche il più rifornito centro per l’abbigliamento militare vintage. E poi i migliori bagni termali, club, cinema, teatri tradizionali, luoghi da visitare, architetture imperdibili (divise fra quelle di architetti giapponesi e stranieri), e negozi di ogni tipo. Ovviamente, essendo Tokyo una delle capitali mondiali della buona cucina, non può mancare una grande selezione di ristoranti, classificati attraverso i piatti tipici di riferimento (yakitori, soba, ramen, ecc.). Non sarete lost in translation. di Miwa Endo

lunedì 15 novembre 2010

The music is in the box


Ha dovuto combattere con i millimetri il designer Yves Béhar (a capo dello studio di San Francisco fuseproject) nel disegnare l’ultima evoluzione delle casse stereo, il Jambox di Jawbone. Una “scatoletta” molto compatta, che si collega in un batter d’occhio e via bluetooth a qualsiasi dispositivo - in media poche decine di secondi. Nato come riproduttore musicale, è anche adatto per telefonate, semplici chiamate o conference call, grazie ad altoparlanti duplex che dirigono il suono sia da un lato sia dall’altro. Facilmente trasportabile, perché piccolo e leggero, e disponibile in quattro diversi colori, è corredato da una serie di accessori dal design molto accattivante. Già a partire dal packaging, di cartone, che riproduce all’asterno un boombox stilizzato corredato dalla scritta “That was then...”. Una volta aperta la confezione ecco invece apparire l’oggetto, il parallelepipedo ad alta risoluzione sonora. A sottolinearlo poche parole: “This is now”. (foto courtesy Fuseproject).

venerdì 12 novembre 2010

Jay-Z spiega il suo rap con la caccia al tesoro

Il bomber di pelle limited edition disegnato da
Frida Giannini in collaborazione con JAY-Z
Jay-Z chiama Gucci per la caccia al tesoro più interattiva ed esclusiva del momento. Facciamo una premessa per capire meglio. La narrativa autobiografica è fondamentale nell’hip-hop. “Chi sono, da dove vengo, quali fattori mi hanno plasmato, che cosa o chi mi piace” (e qui scatta tipicamente il “name check” di marchi e amici): il 90% dei testi del genere si fonda su questi cardini. E dunque non è un caso che il rapper più influente del mondo abbia scelto proprio l’elemento autobiografico come tema del suo primo libro: in “Decoded” (in libreria in America il 16 novembre per Spiegel & Grau), Shawn Carter aka Jay-Z decodifica, appunto (svelando retroscena di luoghi, riferimenti, personaggi), i testi di 36 sue canzoni celebri. I fan che vogliono partecipare al sorteggio di pagine autografate del libro dovranno collegarsi al sito www.bing-com/jay-z e localizzarne le  riproduzioni, grazie ad appositi indizi che conducono a luoghi ricorrenti nei testi di “Hova”, a Miami, New York, Las Vegas, Los Angeles e Londra. Tra quei luoghi “caldi” c’è anche il flagship store di Gucci sulla Quinta Strada: là i fans troveranno un bomber di pelle limited-edition, disegnato dal Direttore Creativo della Maison, Frida Giannini, in collaborazione con Jay-Z, sulla cui fodera è stampata una delle 300 pagine del libro. A quel punto, per partecipare all’estrazione, non dovranno far altro che scattare una foto della pagina, caricarla online, e inviare un sms con un codice che troveranno in loco. Attenzione: gli indizi per la caccia saranno diffusi anche tramite le pagine ufficiali Twitter e Facebook di Jay-Z, sul sito www.Jay-Z.com e sul motore di ricerca Bing, partner nell’impresa. Now go fetch.

Brividi d’altri tempi

Il marchio Allard torna a ruggire sulle strade europee. La J2X MK 11, remake del modello J2X prodotto in 83 esemplari tra il 1951 e il ’54, è costruita in Canada, ma ora sarà distribuita nel Vecchio Continente dall’inglese Premium Classic Cars Ltd (www.premiumclassiccars.com) L’antenata, che montava un motore V8 su un telaio per i tempi molto leggero, è descritta da chi la provò come una vettura formidabile. Ad apprezzarne la guida, oltre a celebri piloti del passato, anche l’accreditatissimo divo-driver Steve McQueen. Così l’auto-cult, egregiamente rieditata in base alle conoscenze tecniche attuali, è resuscitata sulla spinta di un’artigianalità fedele all’originale e riconosciuta anche dal Registro Allard, che ha concesso la “numerazione ufficiale” alla nuova MK 11. Il motore è un benzina V8 di derivazione General Motors con sistema di iniezione Ram Jet da 335 cavalli: la roadster è confortevole, elegantissima e veloce. Ha notevoli possibilità di customizzazione e partirà da un prezzo (non ancora ufficializzato) di circa 95.000 sterline.

15 anni con Dino De Laurentiis. Il “lei” e il “tu”

«Buongiorno dottore, come sta?»
Queste sono le parole che ho rivolto a Dino De Laurentiis per più di 20 anni, dandogli sempre del “lei”, dal primo giorno in cui l’ho incontrato, a un party in quel di Beverly Hills nel 1984, quando, senza conoscermi, mi diede da tradurre il copione di “Conan the Barbarian”, fino all’ultimo incontro, in occasione della proiezione di un film, qualche mese fa.
Sono Roberto Croci, interprete parlamentare e traduttore al servizio di Dino De Laurentiis per quasi tutta la mia vita professionale. Avendolo incontrato alla tenera età di 24 anni, devo ammettere che mi ci sono affezionato a Dino. Per me è stato come crescere con quel nonno che avevo perso poco prima di incontrare lui. Il nostro rapporto è stato vero, paterno, amichevole, ma anche burbero, duro a volte, mai noioso. Il ricordo che porto nel cuore mi fa sempre venire il sorriso sulle labbra. È sempre piacevole pensare al dottore. Gli voglio bene, “che ce devo fa”, direbbe lui.

I riccioli di Ksenia, la cultura e il cinema

Ksenia Rappoport fotografata per L’Uomo Vogue da Piotr Titarenko, settembre 2009
Pochi giorni fa ci eravamo visti di sfuggita al Festival di Roma, dove presentava fuori concorso “Il padre e lo straniero” , il nuovo film di Ricky Tognazzi - tratto da un romanzo di Giancarlo De Cataldo - in cui recita accanto ad Alessandro Gassman e Amr Waked. Risentiamo Ksenia Rappoport mentre è in pausa tra un take e l’altro a San Pietroburgo, sua città natale. Ci dice dei suoi riccioli scomposti dal vento che incalza. 36 anni, accento russo marcato. «Fuori fa ghiaccio». Ride.
L’Uomo Vogue: Che film stai girando?
Ksenia Rappoport: «Un film russo che si dovrebbe intitolare “La guardia bianca”, con un regista di quelli tosti della nuova generazione, Sergei Snezhkin.

giovedì 11 novembre 2010

Quando il pallone era solo uno sport

Da oggi, in edicola e in libreria, l’“Atlante illustrato del calcio anni 80” (Isbn Edizioni, 9,90 euro). Il volume racconta in 300 foto il crepuscolo di un football acqua e sapone, dall’inevitabile  sapore provincial-oratoriano, e la sua trasfigurazione  in nuova e iper-performante disciplina sportiva, con atleti finalmente completi. I protagonisti diventeranno sempre più belli da osservare, dentro e fuori il gesto atletico, fino all’ingresso a tutti gli effetti nello star system internazionale. I loghi sulle maglie e gli sponsor, le prime gare per i diritti Tv e, soprattutto, il ritorno dei campioni stranieri dopo più di un decennio di miope oscurantismo innescano la rivoluzione e la riqualificazione calcio italiano. I tre re, Platini, Maradona e Falcao, il duo imperiale Gullit-Van Basten, e poi Rummenigge, Boniek e tanti altri campioni. Situazioni sportive e private, in un passaggio epocale emozionante, che non tornerà mai più. di Sergio Maggio