«Buongiorno dottore, come sta?»
Queste sono le parole che ho rivolto a Dino De Laurentiis per più di 20 anni, dandogli sempre del “lei”, dal primo giorno in cui l’ho incontrato, a un party in quel di Beverly Hills nel 1984, quando, senza conoscermi, mi diede da tradurre il copione di “Conan the Barbarian”, fino all’ultimo incontro, in occasione della proiezione di un film, qualche mese fa.
Sono Roberto Croci, interprete parlamentare e traduttore al servizio di Dino De Laurentiis per quasi tutta la mia vita professionale. Avendolo incontrato alla tenera età di 24 anni, devo ammettere che mi ci sono affezionato a Dino. Per me è stato come crescere con quel nonno che avevo perso poco prima di incontrare lui. Il nostro rapporto è stato vero, paterno, amichevole, ma anche burbero, duro a volte, mai noioso. Il ricordo che porto nel cuore mi fa sempre venire il sorriso sulle labbra. È sempre piacevole pensare al dottore. Gli voglio bene, “che ce devo fa”, direbbe lui.
Queste sono le parole che ho rivolto a Dino De Laurentiis per più di 20 anni, dandogli sempre del “lei”, dal primo giorno in cui l’ho incontrato, a un party in quel di Beverly Hills nel 1984, quando, senza conoscermi, mi diede da tradurre il copione di “Conan the Barbarian”, fino all’ultimo incontro, in occasione della proiezione di un film, qualche mese fa.
Sono Roberto Croci, interprete parlamentare e traduttore al servizio di Dino De Laurentiis per quasi tutta la mia vita professionale. Avendolo incontrato alla tenera età di 24 anni, devo ammettere che mi ci sono affezionato a Dino. Per me è stato come crescere con quel nonno che avevo perso poco prima di incontrare lui. Il nostro rapporto è stato vero, paterno, amichevole, ma anche burbero, duro a volte, mai noioso. Il ricordo che porto nel cuore mi fa sempre venire il sorriso sulle labbra. È sempre piacevole pensare al dottore. Gli voglio bene, “che ce devo fa”, direbbe lui.