Visualizzazione post con etichetta ART. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ART. Mostra tutti i post

mercoledì 17 novembre 2010

Avanguardia messico

Drifting Star [Stella alla deriva], 2010
Black Cloud [Nuvola nera], 2007
È in corso al Palazzo delle Esposizioni di Roma “Remix”, la prima mostra personale in Italia del giovane artista messicano Carlos Amorales, trentenne che vive e lavora a Città del Messico. La curatrice Daniela Lancioni ha selezionato sei installazioni, datate tra il 2006 e il 2010, che si sovrappongono l’una all’altra negli spazi della galleria grande e nelle tre sale laterali come in un’unica sincopata playlist musicale. Carlos Amorales è l’interprete della scena artistica contemporanea in un più complesso percorso espositivo dedicato al Messico, in occasione dei 150 dell’indipendenza del Paese. Tuttavia l’opera di Amorales non può in alcun modo essere intesa in modo nazionalistico. «Quello che ho trovato stimolante del legame con la mostra su Teotihuacan è che si trattava di una cultura metropolitana, che fu influenzata da molte altre civiltà ad essa contemporanee, quindi era un ibrido» racconta l’artista.

mercoledì 10 novembre 2010

In jeans nel ’600

Due opere. A sinistra “Mendicante con due bambini”; a destra “Ritratto di piccolo mendicante”
Nella galleria di Maurizio Canesso di Parigi c'è una curiosa mostra (fino al 27 novembre 2010), destinata a raffinati conoscitori. È “Il Maestro della Tela Jeans” e presenta otto, tra i dieci finora attribuiti, quadri di questo pittore ancora anonimo, legato al contesto culturale veneto-lombardo della seconda metà del XVII secolo. Il nome di comodo che Gerlinde Gruber, commissaria della mostra e conservatrice al Kunsthistorisches di Vienna, ha deciso di dare all’oscuro artista, si riallaccia proprio alla consuetudine di rappresentare i suoi personaggi vestiti con quella tela di Genova, divenuta col tempo il celebre tessuto jeans. Il suo stile, accorto equilibrio tra meditazione naturalistica ed elegante messinscena di vita popolare, è stato di volta in volta affiancato a nomi come Michiel Sweerts, Bernhard Keilhau ed Evaristo Baschenis, dei quali sono presenti in mostra alcuni dipinti in grado di fornire un preciso confronto con l’opera del maestro. Per lo spettatore poi, lo stupore di vedere riprodotto su un olio di più di quattro secoli fa lo stesso identico tessuto, icona della società moderna. di Alan Prada

Galerie Canesso
26, rue Laffitte    
75009 Paris, France   
Tel. +33 1 40 22 61 71
fino al 27 novembre 2010

mercoledì 27 ottobre 2010

Jean e il suo doppio

Mœbius, La Chasse au Major, 2009
Acrylique sur toile, 90 x 130 cm
Gir, disegno per la copertina
di Blueberry: "Mister Blueberry", 1995
La Fondation Cartier rende omaggio a Moebius creatore geniale e maestro della metamorfosi concettuale esponendo una ricca collezione di taccuini d’artista, tavole originali e contributi video inediti. Nell’ambito della mostra viene proiettato, in esclusiva, “La Planète encore”, un film di animazione 3D, nato dall’adattamento (a cura di Geoffrey Niquet) di una storia breve ideata e realizzata dal disegnatore. Nella pellicola sono presenti molti degli elementi cardine della poetica dell’artista: viaggi spaziali, pianeti deserti, templi abbandonati, sogno, trance, creature straordinarie. Il regista Damian Pettygrew ha poi concepito un documentario ad hoc attorno al materiale degli archivi di famiglia, alle opere rare e ai disegni animati. Nel corso della sua carriera ha assunto identità diverse e parallele per esplorare mondi differenti, sia terreni sia onirici: da un lato il Jean Giraud, o anche soltanto Gir, del realismo western e hollywoodiano di “Blueberry”, dall’altro il Moebius della fantascienza di “Arzach” o di “40 days dans le Désert B”. Questo gusto per i passaggi di stato gli ha quindi permesso di confrontarsi con diversi media (il dipinto, il disegno, il film) e lo ha portato a ispirare grandi registi come Luc Besson (con “Il quinto elemento” del 1997), Steven Lisberger (con “Tron” del 1982) e Ridley Scott (con “Alien” del 1978) con i quali ha anche collaborato nell’ideazione di costumi e scenografie. Sul sito della Fondation Cartier vengono trasmessi settimanalmente making-of e interviste e su iTunes U sono disponibili i podcast delle visite alla mostra.
di Francesca Occhionero

fino al 13 marzo 2011
Fondation Cartier pour l’Art Contemporain.
261 Boulevard Raspail
75014 Paris, France

 
Mœbius, studio per "Arzach”, 1975 © Mœbius Productio